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28/10/13
Il patto
- Come mai te ne stai tutta sola?
- Dici a me?
- Si. Perché te ne stai lì quando siamo tutti qui, a fare due chiacchiere?
- Non mi va di fare due chiacchiere.
- Puoi farne anche una, ma è sempre meglio di niente.
- Se permetti, ho i miei dubbi.
- Ne abbiamo tutti.
- Bene.
- Ok.
.....
- Noi andiamo al parco. Ti va di venire?
- No.
- Certo che sei davvero noiosa, eh.
- Il lunedì al parco, il martedì al cinema, il mercoledì a leggere, il giovedì in bici, il venerdì alla "come capita" e il sabato e la domenica a farsi le canne. E io sarei noiosa?
- Hai di meglio da fare?
- Ho un appuntamento.
- Con chi?
- Non sono cazzi tuoi.
- Ti vedi ancora con lui?
- Non sono cazzi tuoi.
- Ti vedi ancora con lui. Non ci credo.
....... -Ti sta squillando il cellulare. Che fai? Non rispondi?
- E' lui che mi fa lo squillo.
- E quindi?
- E quindi non devo rispondere.
- Ti chiama da casa, vero?
- Che ne sai?
- Ho visto il numero. 666.
- Gira la testa altrove che ti viene il torcicollo.
- Si vabbè. Ma come fa a stare ancora a casa?
- Che vuoi dire?
- Ti ha fatto lo squillo. Sarebbe dovuto già uscire per stare qui ora.
- Fa presto.
- Con gli zoccoli? Farebbe prima con un paio di Nike.
- L'hai mai visto correre?
- No.
- Bolt gli fa una pippa.
- Vabbè. Ma quindi il patto è sempre valido? Tu esci con suo figlio e lui ti manda a casa Donna Moderna?
- Si. Ogni mese.
- Vabbè.
17/10/13
Pop corn
Ascoltami, Marco.
Ho smesso di farlo.
Sarà per questo che hai perso l'orientamento.
No. L'ho perso per colpa tua. Perché da 2 anni a questa parte non ci sei più.
Non ci sono come vorresti tu.
Sei cambiata, Anna.
Cazzate da film, te l'ho già detto. Cambio canale se becco "Una mamma per Amica", cambio stazione se passano i Neri per caso, cambio umore se parlo con un coglione come te. Ma io non cambio. Anna non cambia. Le persone, Marco, non cambiano.
Se c'è una cosa che ho sempre odiato di te, è questo vizio di sparare frasi ad effetto. E poi anche il fatto che la tua opinione pare sempre una roba divina. Chi cazzo ti credi di essere?
Quella che ti levava la siringa dalle mani, ad esempio. Quella che ti dava un pasto caldo quando non sapevi nemmeno dove andare a pisciare.
La facevo dietro agli alberi.
Che animale.
Un pò.
Stai ancora con Lara, vero?
No.
Ah, mi dispiace.
Non è vero che ti dispiace.
Certo che no. Ma che devo dirti?
Niente. Me l'hai chiesto tu se ci stavo ancora.
Beh comunque non m'interessa.
......
Che hai, Anna?
Che ho? Ho che sono le 3 di notte e vorrei dormire invece che parlare al telefono con una testa di cazzo.
Senti, lo so.
Cosa? Che sei un'enorme testa di cazzo?
Anche. Ma mi riferivo a quello che ti ho fatto.
Ah. E mi hai chiamata di notte per scusarti? L'hai già fatto. Parecchie volte.
Si. Ma ora è diverso.
Perché?
Perché l'ho uccisa.
.............
Cosa?
L'ho uccisa, Anna.
Stai scherzando, vero?
Per niente.
Aspetta....aspetta un secondo. Di cosa stiamo parlando, Marco?
Di me che ho ucciso Lara.
Ma che cazzo dici?!
Ho freddo, Anna.
Ma dove sei?
Qui sotto. Se ti affacci mi vedi. Ho portato i pop corn. Come ai vecchi tempi. Come quando ci vedevamo x-files sul divano.
Si, ti vedo. Ma non mi piace più x-files.
Non ci credo.
Beh comunque non posso farti salire.
Perché?
Come sarebbe "perché"? Cosa hai fatto, Marco?
Te l'ho detto. Allora? I pop corn sono ancora caldi.
Io rientro che mi sto congelando. Se l'hai fatto davvero, Marco....hai bisogno d'aiuto.
Ma cosa siamo stati noi? Amici? Amanti? Compagni di vita? Perché io davvero non capisco.
Tu stai fuori. Di testa, intendo. Siamo stati quello che siamo stati, Marco. Ma hai detto bene.....siamo stati. Ora torna a casa.
Non posso. Non mi va di vedere Lara in quelle condizioni. Le ho aperto il cranio, capisci?
...............
Ei? Anna?
Sto rientrando in casa, Marco.
Questi pop corn puzzano. Vado a farmeli cambiare ma tu resta sveglia, ti prego. Ti richiamo fra poco.
07/02/11
Contrasti
B: "Credi di essere felice? Avanti, rispondi sinceramente. Credi davvero di esserlo?"N: "So che per te dev'essere difficile da accettare. Ma si, sono davvero felice. Senza te."
B: "E' la più grande cazzata dopo quella del treno."
N: "E quale sarebbe, quella del treno...."
B: "Quella che mi dicesti quando eravamo sul treno. Direzione "Abisso". Te lo ricordi, cosa mi dicesti?"
N: "Ti dissi che non ti amavo più."
B: "Si. E sappiamo entrambi come andò a finire quella notte. La notte dell' "Abisso". Non puoi dare colore alla tua preziosa vita, senza me. Non puoi cavalcare l'onda come facevamo insieme. Non potrai mai sentirti vivo, senza me. Perchè sarai sempre e comunque una nullità."
N: "Vedi. Commetti lo stesso errore di quando eravamo insieme. Credi di sapere tutto di me, mentre invece non sai nemmeno chi sei tu. Dev'essere frustrante, e lo capisco. Ma non cercare di cambiare la realtà...."
B: "La realtà? Ma di quale realtà parli? Senza la nostra unione non c'è alcuna realtà. Tu sei solo cenere. E io luce incompiuta. La pura verità è che la stai evitando, la fottuta realtà. E quando lo capirai, forse non ci sarà più spazio per noi."
N: "Stai dicendo un mucchio di cazzate. Ecco qual è la verità. E tutto questo dimostra che siamo davvero incompatibili. Più di quanto pensavo. Non è colpa mia, nè tua. Ma ricordo più contrasti che momenti di quiete."
B: "Ma cosa pensavi di trovare in me? Davvero, mi riesce difficile capirlo. Se è la quiete dei sensi che cercavi, beh....sei andato decisamente fuori strada. E forse è davvero meglio che ci separiamo per un pò.
Io sono qui, fra una pagina e l'altra. Potrai trovarmi senza alcun impedimento. Ti do circa due settimane, e vedrai come tornerai da me, di nuovo in cerca dell'albore.
N: "Va bene. Ma non contarci troppo. Sei tu quella che ha bisogno di me. Non il contrario.
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