21/09/10

Johnny il sentimentale

Johnny mise subito le cose in chiaro.
"Non me ne frega un cazzo se non ti sta bene. Oggi non provo. E queste due stronze che hai portato con te non fanno altro che peggiorare la faccenda."
Dee Dee aveva portato due amichette conosciute un paio di sere prima al Whiskey. Ma Johnny non aveva intenzione di usufruire della loro compagnia, tanto meno durante le prove. Johnny si era innamorato, e ciò fu un colpo al cuore della band.
"Non si era detto di lasciare queste cazzate fuori dal gruppo?" Proseguì Dee Dee con tono imperativo, mentre Joey spingeva fuori le ragazze, scusandosi.
"No, non si era detto." Replicò Johnny. "Non si era detto un bel niente. Non abbiamo mai avuto una fottuta regola che si possa definire tale."
In effetti Johnny aveva ragione. Le regole erano state bandite nel giorno in cui la band prese forma. Ma Dee Dee non volle sentire scuse. Il giorno dopo avrebbero dovuto aprire per Iggy al Palladium, e non erano ammessi errori. Nell'ultimo concerto, Johnny era andato fuori tempo in circa metà dei brani presenti in scaletta, e Dee Dee non ci pensò due secondi a ricordarglielo.
A quel punto, com'era logico aspettarselo, l'uno cominciò a ricordare gli episodi spiacevoli dell'altro.
"Al Capitol hai distrutto il basso dopo 3 accordi. E l'hai fatto perchè non sai suonare, non perchè avevi la testa altrove. Siamo dei fottuti macellai. Ed essere più concentrati non cambierà le cose."
Johnny concluse così la disputa, e uscì dal locale sbattendo la porta. Girò l'angolo e si diresse verso casa di Judy. L'aveva conosciuta circa un mese prima a una specie di raduno per punk. Johnny pensava di aver trovato quella giusta principalmente per due motivi: il primo era perchè aveva i capelli rossi, e il secondo era perchè detestava i Clash. Judy glielo aveva confessato durante la prima notte di passione, sotto le note di "I Wanna be your Dog" di Iggy Pop.
Ma quel giorno, i sentimenti di Johnny vennero feriti. Trovando la porta aperta, entrò a casa di Judy e notò che aveva appena tolto un vinile dal giradischi. Accorgendosi di Johnny, lo afferrò di corsa e lo nascose sotto al letto. Ma Johnny aveva visto tutto.
"Cosa stavi ascoltando?"
"Nulla." Rispose Judy.
"E quello cos'è?" Insistette Johnny.
"Quello cosa?"
"Quel disco che sbuca da sotto il letto."
Johnny spostò Judy che gli si era piazzata davanti per non fargli vedere il disco. Si chinò, lo prese e lesse ad alta voce.
"The Clash. London Calling."
Senza aggiungere altro, si girò verso Judy e le sputò in faccia. Tornò a provare e il giorno dopo si esibì con il gruppo al Palladium.
Suonarono veramente da macellai. Ma con sentimento.

2 commenti:

Giuseppe ha detto...

Questo racconto mi piace un sacco Mattè!!!

Matteo Spadini ha detto...

Grazie Giusè!!!

:)